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09/09/2010



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Lotta alla contraffazione

Prato, 30 lug. - (Adnkronos)

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Prato hanno scoperto, in provincia di Firenze, un laboratorio per la creazione di false borse griffate e sequestrato un chilometro di tessuto Vuitton e 32.000 articoli contraffatti, una macchina punzonatrice, completa di stampo, per riprodurre il marchio, naturalmente falso.

I tre responsabili, tutti di nazionalità cinese, sono stati denunciati. L' intervento, che rappresenta la conclusione di un'articolata indagine in materia di contraffazione, ha consentito di scoprire, in una ditta di Signa (Firenze), la coesistenza di due attività parallele e, a modo loro, complementari: una diurna e regolare, di lavorazione del pellame, e una notturna e illegale, di produzione di articoli di pelletteria contraffatti.

L'indagine era iniziata a Prato alcuni mesi fa, quando i Baschi Verdi della Sezione Pronto Impiego della Compagnia, avevano intrapreso un' attivita' di intelligence per individuare nuovi canali di approvvigionamento della merce contraffatta venduta a Prato dagli ambulanti senegalesi.

In breve tempo le investigazioni si sono concentrate su un cinese che ha ruolo di responsabilità in un'azienda di lavorazione e produzione di articoli in pelle ubicata a Signa.

All'interno di questa ditta, dietro ad un'attività regolare di produzione di articoli e accessori di pelletteria, si celava un vero e proprio laboratorio del falso: una macchina punzonatrice, completa di stampo contraffatto Louis Vuitton da apporre a secco sulla pelle, mille metri di tela monogramma 'LV', decine di rotoli di tela da applicare all'interno delle borse, oltre 32.000 articoli falsi finiti (borse e portafogli) e da assemblare (manici, cursori, cerniere, placche e borchie metalliche), altri accessori in fase di lavorazione e scampoli di tessuto probabilmente in prova di altre griffe.

Una vera officina del falso, dunque, all'ombra dell'attività principale che, proprio perchè affine, consentiva senza soluzione di continuità di sfruttare la medesima forza lavoro e le medesime attrezzature per entrambi gli scopi, regolare di giorno e illegale di notte.

Il cinese fermato aveva il ruolo di responsabile delle consegne di merce contraffatta ai clienti, le cui richieste, secondo l'ipotesi investigativa, scandivano nel dettaglio l'andamento della produzione.

Sono ancora in corso gli approfondimenti sul conto di altri soggetti che potrebbero essere coinvolti nell'attività illecita. Guarda il video su YouTube.

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